Passaggio d'epoca. L'ultimo libro di Pietro Barcellona

Il mondo sta attraversando un cambiamento senza precedenti che, per essere fronteggiato, richiede un'analisi all'altezza della dimensione epocale. Nessuno ha il coraggio di discutere davvero della crisi, come crisi definitiva di un modello di capitalismo non più proponibile, e come crisi dell'ideologia del godimento effimero e del vorace consumo. Illimitato e alimentato artificialmente da una pubblicità asservita al mercato. Disorientamento e solitudine disperata sono i veri temi della crisi. Siamo di fronte a un mutamente antropologico: gli uomini e le donne del nostro tempo, sedotti per decenni dal miraggio dell'opulenza di massa e dal consumo senza limiti, abbandonano la speranza e la fiducia nel futuro. Ciò che accade richiede una svolta capace di incidere profondamente sugli stati d'animo: oltre l'economia, occorre cercare un ubi consistam dell'umanità che ridia un ruolo centrale allo spirito della fratellanza. Trasformare la crisi nella ricerca di un nuovo spazio umano che ridia senso al bisogno di affetti e di comunità: questo è il tema centrale di questo passaggio d'epoca. Prezzo: euro 12,00 Collana: L'eco Anno: 2011 Formato: 14x21 Pagine: 116 ISBN: 9788821125034

Paolo Calabrò a San Gimignano, 14 aprile 2012

In occasione del decennale del CISRECO (Centro Internazionale di Studi sul Religioso Contemporaneo), sarò a san Gimignano (SI) sabato 14 aprile 2012, ospite nell'ambito di una giornata dedicata a "Raimon Panikkar, filosofo del dialogo interculturale e interreligioso", nel corso della quale terrò un intervento dal titolo "Le cose fuori di sé. Dentro la metafisica relazionale di Raimon Panikkar", di cui riporto una sintesi:

La metafisica relazionale di Raimon Panikkar, centrale per la comprensione dell'opera del filosofo catalano ma poco approfondita nei suoi testi, soprattutto nelle sue più avanzate implicazioni, presenta suggestivi punti di contatto con la teoria medievale della “creatio continua”, a sua volta vicina a posizioni buddhiste tradizionali e scientifiche contemporanee. Da questi accostamenti emerge con rinnovata forza il convincimento ontologico fondamentale di Panikkar: la “cosa in sé” non esiste, perché le cose, a ben vedere, sono “fuori di sé”, nello spazio aperto delle relazioni reciproche.

Scarica il programma dell'evento, o visualizzalo sul sito dell'Associazione per lo Studio del Fenomeno Religioso.

Recensione: Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne, di Paolo Calabrò, Ed.Diabasis, Reggio Emilia 2011. Di Roberta Cappellini

Compatibilità o incompatibilità? La vexata quaestio è d’antica memoria: che rapporto può esistere tra scienza e filosofia (teologia) dopo la drastica separazione cartesiana?
Il libro di Calabrò affronta la problematica tenendo come riferimento da un lato la fisica contemporanea dall’altro la filosofia panikkariana , per valutare la possibilità di” una concordia discors”, l’accordo tra i saperi, sulla base di una comune sensibilità. Compito non facile se si considera la sfida cosmoteandrica di Panikkar e la sua rilettura critica del mondo moderno, della scienza e teologia contemporanee, ossia di quella “monocultura occidentale totale ed onnicomprensiva”. Sfatando pregiudizi ed ideologie, la lucida analisi di Calabrò si prefigge di mostrare e non di “dimostrare”, ponendosi quindi su un piano dialogale e non dialettico, ad aprire un campo d’indagine da questo punto di vista ancora insondato, non esistendo grande letteratura a riguardo. In particolare uno dei meriti indiscutibili del testo